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Mostre / Still Life / Overview

TACITA DEAN. STILL LIFE
Palazzo Dugnani , Milano
12 maggio – 21 giugno 2009
 
I film di Tacita Dean sono un elogio alla lentezza e alla memoria: girati e riprodotti rigorosamente in pellicola aprono una finestra su un mondo scomparso trasformando ogni paesaggio, oggetto o personaggio in un’allegoria del tempo. Per la mostra Still Life (Nature morte) l’artista britannica presenta una selezione di quattordici opere dedicate al tema dell’immobilità, tra cui due nuove produzioni.

Per la prima volta lo studio del pittore Giorgio Morandi, ricollocato di recente nell’abitazione bolognese dove il maestro ha vissuto e lavorato per più di cinquant’anni, si apre allo sguardo di un artista: in Still Life  (Nature morte, 2009), il film in bianco e nero che dà il titolo all’intera mostra, Tacita Dean filma le linee tracciate a matita sui fogli di lavoro di Morandi, su cui il pittore annotava e fissava la posizione degli oggetti che dipingeva. In Day for Night  (Effetto notte, 2009) la Dean guarda agli oggetti dello studio e, non potendo toccarli o muoverli, sceglie di riprenderli raccolti in gruppi casuali che contrastano con la struttura meticolosa e matematica delle composizioni morandiane. Le due opere sono esercizi di contemplazione che svelano con pose lunghissime i dettagli più sconosciuti, i particolari nascosti e le storie rimaste celate sotto la polvere delle nature morte di Giorgio Morandi.

Tacita Dean si è spesso soffermata ad analizzare i grandi protagonisti della storia dell’arte. Nel 2002 l’artista realizza il film Mario Merz  in cui cattura un momento di intimità con il grande protagonista dell’Arte Povera. In mostra per la prima volta a Milano, città natale di Mario Merz, il film è stato girato a San Gimignano un anno prima della morte dell’artista. Nelle sei pellicole di Merce Cunningham Performs STILLNESS… (Merce Cunningham mette in scena IIMMOBILITÀ…, 2008) il coreografo d’avanguardia – novantenne nel momento in cui il film è girato e recentemente scomparso – danza 4’33’’ (1952), la composizione radicale completamente muta di John Cage, accompagnando il silenzio dell’opera musicale con pose statiche. 

Anche la natura è per Tacita Dean un repertorio inesauribile di storie dimenticate e di coincidenze impreviste: grazie a una lunga contemplazione, infatti, l’artista inglese trasforma fenomeni atmosferici, paesaggi pastorali e luoghi abbandonati in panorami sublimi e vedute romantiche come l’eclissi di sole ripresa quasi in tempo reale in una fattoria della Cornovaglia in Banewl  (1999), o quella in Madagascar di Diamond Ring  (L’anello di diamante, 2002). La cattura su un singolo fotogramma dell’ultimo raggio di sole che oltrepassa l’orizzonte in The Green Ray  (Il raggio verde, 2001) o la traversata del Canale della Manica in Amadeus  (2008) si dipanano come esplorazioni di mondi lontanissimi. Con lo stesso sguardo maniacale Tacita Dean raccoglie oggetti dimenticati e all’apparenza insignificanti, come la superficie di un frutto racchiuso in una bottiglia di grappa in Prisoner Pair  (Coppia di prigionieri, 2008), e li trasforma in un’analisi microscopica dei segni del tempo.

Nella mostra Still Life i film di Tacita Dean si svolgono lenti, allestiti in un percorso circolare tra le sale del piano nobile di Palazzo Dugnani, come se la mostra fosse anch’essa un loop che si ripete all’infinito. Per la personale di Tacita Dean il palazzo – che conserva un magnifico affresco di Giambattista Tiepolo – è stato largamente recuperato e, dopo anni di abbandono, è stato aperto per la prima volta al pubblico il piano nobile. Palazzo Dugnani è tra i rari esempi di dimora aristocratica posta fuori dalle mura della Milano medievale. Edificato alla fine del Seicento dalla famiglia dei Meda, l’edificio è stato rimaneggiato a partire dalla seconda metà del Settecento, epoca in cui diventa luogo di ritrovo artistico e di un’intensa vita mondana – come l’Accademia dei Fenici, un circolo dedicato alla poesia che si ritrova nel giardino della villa. Il ciclo di affreschi di Tiepolo risale al 1730 quando il palazzo è acquistato da Giuseppe Casati e mostra le Storie di Scipione  (lungo le pareti) e l’Apoteosi di Scipione  (sulla volta), con un programma iconografico celebrativo e trionfale. Negli anni diverse famiglie sono proprietarie del palazzo, fino al 1846 quando è acquistato dal Comune di Milano. Nel 1857 l’imperatore Francesco Giuseppe d’Austria incorpora il parco della villa negli adiacenti Giardini Pubblici di Porta Venezia. Dal 1863 al 1893 il palazzo è sede del Civico Museo di Storia Naturale, poi della scuola superiore femminile “Alessandro Manzoni”, primo liceo in Italia in cui si insegna la storia dell’arte. Danneggiato durante la Seconda guerra mondiale, il palazzo oggi ospita al piano terra il Museo del Cinema.

Tacita Dean è nata a Canterbury, in Gran Bretagna, nel 1965. Vive e lavora a Berlino. I suoi film sono stati esposti in mostre personali presso l’Australian Centre for Contemporary Art di Melbourne (2009), il Dia:Beacon a Beacon, New York (2008), il Guggenheim Museum di New York (2007), lo Schaulager di Basilea (2006), The National Gallery di Oslo (2006), il Musée d’Art moderne de la Ville de Paris di Parigi (2003), la Tate Britain di Londra (2001), la Fundação de Serralves a Porto (2001), il MACBA Museu d’Art Contemporani de Barcelona a Barcellona (2001), il Museum für Gegenwartskunst di Basilea (2000) e il Witte de With di Rotterdam (1997). Le opere di Tacita Dean hanno fatto inoltre parte di prestigiose rassegne d’arte tra cui l’ultima edizione di Performa a New York (2009), la 4. berlin biennial di Berlino (2006), la 27. Bienal Internacional de São Paulo a San Paolo (2006), la 15. Biennale of Sydney in Australia (2006), la Yokohama Triennale in Giappone (2001) e due edizioni della Biennale di Venezia (2005 e 2003). Candidata nel 1998 al Turner Prize della Tate Britain di Londra, nel 2006 Tacita Dean riceve l’Hugo Boss Prize del Guggenheim Museum di New York e nel 2009 il Kurt Schwitters-Preis.