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Mostre / Untitled / Overview

MAURIZIO CATTELAN. UNTITLED
Piazza XXIV Maggio, Milano
5 maggio - 6 giugno 2004


Il 5 maggio del 2004 la Fondazione Nicola Trussardi presenta un’opera di Maurizio Cattelan appositamente concepita per uno dei luoghi più significativi della storia della città: nella cornice di piazza XXIV Maggio, con i suoi riferimenti alle battaglie napoleoniche e agli eventi delle guerre mondiali, Maurizio Cattelan inscena l’epilogo di una fiaba che trova i suoi precedenti tanto nelle incisioni di Goya quanto in antichi rituali scolpiti nella memoria popolare.

Commissionata e prodotta per l’occasione, la scultura Untitled (Senza titolo, 2004) è formata da tre manichini in dimensioni reali appesi all’albero più antico di Milano. L’opera mette in scena una nuova allucinazione collettiva, che cattura e allo stesso tempo allontana le tensioni e gli orrori del nostro presente: come in una gogna medievale tre bambini finiscono appesi a un albero e osservano la verità a occhi spalancati.

Untitled guarda all’infanzia come a un territorio di fantasia e libertà ma anche come un luogo di violenza e di terrore. Immersione nella realtà più cruda, il lavoro di Maurizio Cattelan è sempre uno specchio delle tensioni e delle isterie del mondo contemporaneo; sia che si confronti con il dramma della storia, come nel suo ritratto di Hitler bambino, sia che prenda di petto l'attualità, come nel papa colpito da un meteorite, l’artista mette in cortocircuito le contraddizioni del mondo e le espone al giudizio del pubblico. Come un riflettore puntato sulla realtà, Untitled compare profeticamente proprio nei giorni in cui sui media si susseguono le terribili immagini delle violenze perpetrate nella prigione di Abu Ghraib. L’installazione dell’opera suscita da subito reazioni contrastanti e innesca un accesso dibattito sull’arte e su ciò che può essere permesso nello spazio pubblico. Alla discussione – che si propaga attraverso la stampa, i media e i commenti lasciati sotto la scultura, in un turbinio di eventi animati da un senso di urgenza che di rado investe la città – partecipano giornalisti, critici, scrittori, le autorità comunali e i cittadini di Milano. Sotto la vecchia quercia compaiono poster, lettere e messaggi di approvazione o dissenso scritti dagli abitanti del quartiere e da passanti occasionali. Dopo meno di quarantotto ore dall’inaugurazione un cittadino distrugge la scultura, che sarebbe invece dovuta rimanere esposta fino al 6 giugno. In difesa dell’opera di Maurizio Cattelan scendono immediatamente in piazza direttori di musei e istituzioni internazionali, tra cui Harald Szeemann che invita Maurizio Cattelan a esporre la scultura nell’autunno seguente alla prima biennale di Siviglia. Con Untitled l’arte contemporanea torna dopo molti anni sulle prime pagine dei quotidiani italiani e piazza XXIV Maggio si trasforma per settimane in un luogo di dibattito: chiunque passi nei pressi della quercia può chiamare in diretta una radio locale, Radio Popolare, e rilasciare dichiarazioni e commenti. Oggi l’immagine dei tre manichini appesi all’albero di piazza XXIV Maggio fa parte dell’immaginario collettivo e viene costantemente citata e utilizzata come riferimento in occasione di dibattiti e discussioni sull’arte contemporanea e sulla censura.

La quercia su cui sono appesi i manichini di Cattelan ha più di un secolo ed è stata collocata in piazza XXIV Maggio nel 1924 in memoria dei caduti della Prima guerra mondiale. Una targa in ferro e bronzo, posta successivamente nell’aiuola attorno all’albero, recita « Ai caduti per la Patria del rione Ticinese – Lodovica». Al centro della piazza, poco distante dalla quercia, è un grande arco neoclassico costruito dall’architetto Luigi Cagnola per celebrare il trionfo di Napoleone Bonaparte a Marengo nel 1800. Combattuta in Piemonte il 14 giugno del 1800 tra le truppe napoleoniche e gli Austriaci, la battaglia di Marengo segna l’affermazione dei francesi nell’Italia settentrionale e l’arco ricorda proprio l’accesso da cui Napoleone entra vittorioso a Milano tre giorni dopo. Per anni la porta è stata chiamata Porta Marengo, mentre oggi prende il nome di Porta Ticinese dalla via che passa dalla piazza e che un tempo arrivava a Pavia, allora chiamata Ticinum. Nel 1815 l’iscrizione originaria intitolata a Napoleone è stata sostituita da una dedica generica alla pace, come si legge sul fronte nord «Dedic anno MDCCCXV» e «Paci Populorum Sospitae» su quello meridionale. Ai lati dell’arco sono ancora visibili i due antichi caselli del Dazio Doganale.

Maurizio Cattelan è nato a Padova nel 1960, vive e lavora a New York e a Milano. Ha esposto le sue opere in mostre personali presso grandi musei tra cui la Kunsthaus Bregenz (2008), il Museum für Moderne Kunst e Portikus a Francoforte (2007), il Musée d’Art moderne de la Ville de Paris di Parigi (2004), il P.S.1 Contemporary Art Center di New York (2002), il Museum of Contemporary Art di Los Angeles (2003), il Museum Ludwig di Colonia (2003), il Museum of Modern Art di New York (1998) e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Torino (1997). Maurizio Cattelan ha partecipato a Skulptur Projekte a Münster (1997), per cinque volte alla Biennale di Venezia (nel 2003, 2001, 1999, 1997 e 1993) e ha preso parte a numerose altre esposizioni collettive tra cui Pop Life alla Tate Modern di Londra (2009), theanyspacewhatever al Guggenheim Museum di New York (2009), After Nature al New Museum di New York (2008), Monument to Now alla Deste Foundation for Contemporary Art di Atene (2004-2005), alla Whitney Biennial del Whitney Museum of American Art di New York (2004) e alla mostra Apocalypse: Beauty and Horror in Contemporary Art alla Royal Academy of Arts di Londra (2000). Nel 2006 Maurizio Cattelan ha co-curato con Massimiliano Gioni e Ali Subotnick la 4. berlin biennale di Berlino.