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Mostre / Tino Sehgal / Approfondisci

Villa Reale è uno dei segreti meglio conservati di Milano, un piccolo scrigno in cui la storia dell’arte si dipana dai gesti misurati delle sculture di Antonio Canova fino ai vortici di energia del Futurismo. Con le sue infilate di stanze e marmi al pian terreno e i saloni sfarzosi del piano nobile, la storia di Villa Reale affonda le sue radici negli anni della Milano napoleonica ed è oggi la prestigiosa sede della Galleria d’Arte Moderna con una collezione di capolavori del XIX e XX secolo.

In origine chiamata Villa Belgiojoso, la Villa Reale è uno dei più straordinari esempi di architettura neoclassica a Milano: disegnato dall’architetto Leopoldo Pollack – pupillo dell’architetto Giuseppe Piermarini – l’edificio è stato costruito tra il 1790 e il 1796 sui resti dei conventi di San Dionigi e delle Carcanine come dimora del Conte Lodovico Barbiano di Belgiojoso. Il progetto generale di decorazione della villa è stato concepito dal poeta e intellettuale illuminista Giuseppe Parini.

Alla morte del Conte Lodovico la proprietà di Villa Reale passò di mano in mano ma restando sempre legata a grandi celebrità e personaggi cruciali della storia d’Italia. La villa di delizie – come allora era chiamata – fu la dimora del generale francese e poi Re di Napoli Giacchino Murat e di sua moglie Carolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Nominato Presidente della Repubblica Italiana nel 1802, e incoronato Re nel 1805, Napoleone ricevette in dono la villa dalla Repubblica Italiana nel 1802. Napoleone soggiornò con sua moglie Giuseppina Beauharnais a Villa Reale che nello stesso periodo ospitò anche la celebre principessa Paolina Borghese. Nella seconda metà dell’Ottocento Villa Reale divenne l’abitazione del generale austriaco Joseph Franz Radetzky.

La villa comprende anche un rigoglioso giardino all’inglese, che si estende alle spalle dell’edificio: concepito come una piccola foresta, il parco raccoglie una ricca varietà di piante e alberi rari ed è oggi conosciuto come il Giardino dei Bambini perché gli adulti possono accedervi solo se accompagnati dai bambini.

All’interno la Villa Reale conserva una grande e importante collezione di opere dell’Ottocento tra cui l’ultimo affresco di Andrea Appiani – definito da Napoleone “il nostro primo pittore in Italia” – Il Parnaso in cui le Muse si raccolgono attorno al dio Apollo. Una delle opere più importanti del neoclassicismo italiano, l’affresco di Appiani è collocato al piano nobile mentre al piano terra si possono ammirare i cartoni del ciclo di affreschi che lo stesso artista realizzò per l’antico santuario di Santa Maria presso San Celso con i quattro Dottori della Chiesa e i quattro Evangelisti.

La storia del museo di Villa Reale è legata a doppio filo a quella della città: già nel 1877 il Consiglio Comunale si interrogava sulla necessità di designare una sede appropriata per la sua collezione d’arte. Costruita grazie ai lasciti delle più importanti famiglie meneghine – dai Guasconi ai Marchesi, dai Taverna ai De Cristoforis – la collezione comunale arrivò tra le mura della villa con lo scopo di fornire uno strumento educativo alla popolazione e rimase qui fino al 1903 quando fu trasferita al Castello Sforzesco.

Durante il primo conflitto mondiale, le opere della collezione furono trasferite a Roma, a Castel Sant’Angelo, per sfuggire alla barbarie della guerra e quando fecero ritorno a Milano furono designate alla Villa Reale, finalmente sede permanente del Museo dell’Ottocento.

Dai movimenti sospesi di Antonio Canova alle pose classiche di Ridolfo Schadow, le sculture della collezione convivono con le costruzioni mitologiche di Andrea Appiani e Gaspare Landi. La vita aristocratica dell’Ottocento è ritratta da Francesco Hayez e Giovanni Carnevali detto il Piccio, mentre poco più in là Medardo Rosso trasforma lo spazio in una nuova visione plastica. Dalla nobile semplicità e calma grandezza del neoclassico, passando per visioni arcadiche, ritratti borghesi, paesaggi romantici, atmosfere svenevoli e complesse macchine teatrali, una visita alla Villa Reale è una passeggiata nella storia dell’arte ma anche un percorso attraverso i gesti, le pose e le espressioni dell’Italia: questo è il paese del melodramma. 

Nelle sezioni della villa dedicata alla collezione dell’industriale Carlo Grassi, al secondo piano, sono conservati alcune tra le opere più note di Umberto Boccioni e Giacomo Balla, accanto a capolavori di Giorgio Morandi e a una serie di squisite rarità di Paul Cézanne e Vincent Van Gogh, Paul Gauguin e Edouard Manet.

Come molti edifici storici della città anche Villa Reale fu seriamente danneggiata durante la Seconda Guerra Mondiale e perse per esempio le scuderie settecentesche sulle cui fondamenta fu costruito il Padiglione d’Arte Contemporanea (PAC). Solo di recente, grazie a un restauro completo, la Villa Reale è tornata al suo sfarzo originario e gli spazi dell’antica residenza sono ora visitabili in tutto il loro straordinario fascino.