Mostre / Still Life / Prisoner Pair - testo di Tacita Dean

In Prisoner Pair Tacita Dean indaga con un’attenzione maniacale i dettagli e le imperfezioni di un frutto rinchiuso in una bottiglia di grappa.

Da tempo coltivavo un desiderio strisciante di filmare le pere che crescono dentro le bottiglie appese agli alberi. Volevo osservarle mentre venivano colte: bottiglie come frutti e frutti come bottiglie. È una fantasia inusuale che nasce dall’eccitazione infantile di sfidare l’impossibile cercando di far entrare qualcosa di grande in uno spazio che è troppo piccolo. Ho sentito parlare delle pere in bottiglia la prima volta in cui, tirando cavi e pulegge, ho infilato a fatica una parte di una barca attraverso il collo di una bottiglia. Come la tradizione delle navi in bottiglia, far crescere le pere in contenitori di vetro è un’arte che sta morendo e la maggior parte delle persone non se ne interessano più. Sia per le pere che per le navi il trucco è lo stesso.

I francesi e i tedeschi hanno una lunga esperienza di pere in bottiglia che usano per la produzione della loro acquavite o per lo schnapps. È in particolare una tradizione della regione contesa dell’Alsazia. In agosto, avendo perso il mese del raccolto, ho trovato due pere imprigionate – una francese e una alsaziana – già conservate nell’alcool e le ho posizionate una accanto all’altra come in un dialogo o una conversazione intima, quasi fossero due sosia.

Ho imparato con il tempo ad accogliere l’inaspettato e a rendere possibile l’inimmaginabile: caos, caso e coincidenze inattese sono i miei principali alleati. Guancia a guancia, e testa contro piedi, i due prigionieri si sono trasformati svelando il loro mondo nascosto e rivelando un panorama pulsante di dettagli microscopici. Con il calar del sole la pera alsaziana – come a rivendicare la propria nazionalità – ha trasformato il suo sfondo in una sintesi di bellezza interiore degna di Caspar David, prima che arrivasse il buio a riportarle alla normalità.

Testo di Tacita Dean