Still Life – Nature morte by
Mostre / Still Life / Merce Cunningham - testo di Tacita Dean
Presentato in anteprima europea, Merce Cunningham Performs STILLNESS… (2008) è una serie di sei film in cui il coreografo d’avanguardia danza 4’33’’, la composizione radicale di John Cage che consiste di quattro minuti e trentatre secondi di silenzio. Ritratto in dimensioni reali, Cunningham danza il silenzio dell’opera musicale con pose statiche.
Non sapevo cosa aspettarmi quando ho chiesto a Merce Cunningham di interpretare la composizione di John Cage 4’33”. Sapevo che era una richiesta audace: Merce era su una sedia a rotelle, aveva ormai ottantotto anni e compariva meno volentieri di un tempo davanti alla macchina da presa. Merce però è pur sempre un ballerino e quando un ballerino riceve una richiesta torna quasi sempre a calcare le scene. Così ha fatto.
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Merce Cunningham performs STILLNESS (in three movements) to John Cage's composition 4'33" with Trevor Carlson, New York City, 28 April 2007 by Tacita Dean 1/3
(sei performance, sei film), 2008
Sei film 16mm a colori sonorizzati
Still da film
Courtesy Marian Goodman Gallery, Parigi/New York e Frith Street Gallery, Londra -
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Merce Cunningham performs STILLNESS (in three movements) to John Cage's composition 4'33" with Trevor Carlson, New York City, 28 April 2007 by Tacita Dean 2/3
(sei performance, sei film), 2008
Sei film 16mm a colori sonorizzati
Still da film
Courtesy Marian Goodman Gallery, Parigi/New York e Frith Street Gallery, Londra -
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Merce Cunningham performs STILLNESS (in three movements) to John Cage's composition 4'33" with Trevor Carlson, New York City, 28 April 2007 by Tacita Dean 3/3
(sei performance, sei film), 2008
Sei film 16mm a colori sonorizzati
Still da film
Courtesy Marian Goodman Gallery, Parigi/New York e Frith Street Gallery, Londra
Abbiamo deciso di filmare nel suo studio più piccolo, all’undicesimo piano di Bethune Street, dove la sua compagnia ha sede da molti anni: lo spazio era consumato dal lavoro e dalla passione per la danza, restituiva l’energia e le tracce di ballerini che avevano appena lasciato la sala, le impronte delle loro mani ancora calde sugli specchi. Il rumore di sottofondo di New York faceva da colonna sonora alla scena e si sentiva un pianoforte accompagnare altri danzatori nella stanza accanto.
Non abbiamo provato: ero come uno spettatore qualsiasi la sera della prima. Merce si è seduto su una sedia davanti allo specchio. John Cage aveva scritto 4’33” in tre movimenti e, per ciascuno di essi, Merce si è messo in posa. Il direttore della compagnia, Trevor Carlson, usando un cronometro, segnalava a Merce gli ultimi cinque secondi di ciascuna parte contando con le dita della mano. Con i movimenti freddi di un rapace, Merce lasciava scorrere gli ultimi secondi, quindi si muoveva e assumeva una nuova posa. Quel pomeriggio a New York Merce danzò per noi. I sei film che abbiamo girato corrispondono alle sei performance di cui siamo stati gli unici spettatori. Cunningham intitolò la sua nuova coreografia STILLNESS (Immobilità).
Ogni performance è arricchita da una miriade di differenze anche se la struttura è ripetitiva: in una Cunningham siede come la madre di Whistler, come un quadro nella cornice del fotogramma; in un’altra ci osserva attraverso le macchie e le ditate dello specchio, il viso di un dio greco, incorniciato dai suoi ricci spettinati. Ma è sempre Merce, è sempre lui, che ritrova la forma del ballerino e che posa, risoluto, con il piacere di controllare ancora appieno il suo corpo e di tenerlo fermo in compagnia di un vecchio amico.
Testo di Tacita Dean