One of many by
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Dovresti lasciarti sorprendere dal modo in cui percepisci la realtà: a volte può essere un'esperienza straordinaria.
Mi sento come se fossi appena arrivato sulla Terra, come se fossi destinato a rimanere qui solo per un attimo. Questa sensazione mi accompagna sempre, anche se da tempo cerco di trovare una qualche forma di certezza e di stabilità. Ho sempre questo ricordo di me stesso in un posto estraneo e sconosciuto. In fondo sono solo di passaggio sulla Terra, giusto il tempo di una visita veloce, e non ho idea di dove finirà il mio viaggio. Se sono arrivato qui, però, è perché forse ho una missione da svolgere, dei compiti a cui assolvere.
Gli artisti sono persone senza un vero luogo di riferimento: io sono così, non so esattamente quale sia il mio posto. Certo so benissimo che quello che dico vale anche per molti altri artisti e magari non è neanche un'idea così originale. È come essere un barbone: credo che esista un ordine laddove gli altri vedono solo caos.
Alle volte mi sento come se mi avessero imprigionato. E se ti ritrovi in prigione, devi studiare dei modi per fuggire, immaginare nuovi spazi, persino nuovi pianeti.
I miei lavori sono molto diversi tra loro, e alle volte sembrano strani e irrazionali: voglio continuare a credere che il mondo sia ricco di aspetti irrazionali.
Ho costruito la scultura di un uomo, il monumento di Pawel Althamer. Althamer è il centro di ogni mio interesse: mi sembra un modo per registrare la mia presenza fisica nel mondo e anche il mio modo di confrontarmi con il mio lavoro di artista. È possibile che stando accanto a un oggetto inerte che mi rappresenta io riesca a sentire in maniera più chiara che sono vivo?
È un risultato straordinario riuscire a capire che il corpo è soltanto un veicolo dell’anima. Io mi sento come un astronauta e la mia tuta è il mio corpo: il corpo ha funziona come un vestito, o come un indirizzo. Il mio indirizzo corporeo è Pawel Althamer.
L’autoritratto è la mia personale interpretazione di me stesso e della mia vita. Perfino adesso, quando osservo queste sculture, non sembrano mie. Ho partecipato al processo della loro creazione ma non sono esclusivamente mie. Il mistero che si trova in ogni processo creativo è quello che mi ha sempre affascinato del fare arte.
Sento una grande distanza da me stesso. Le sculture sono soltanto un segnale di questa distanza. Le ho realizzate usando tecniche diverse perché mi sento diverso, diverso per educazione e mentalmente diverso.