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Mostre / One of Many / Overview

PAWEL ALTHAMER. ONE OF MANY
Palazzina Appiani, Arena Civica, Milano
7 maggio - 5 giugno 2007

Al centro dell'universo di Pawel Althamer è sempre l'uomo, scosso da paure ancestrali e visioni allucinate. One of Many (Uno di tanti) è la prima grande mostra in Italia dell’artista polacco e raccoglie nella Palazzina Appiani del Parco Sempione una selezione unica delle sue sculture figurative, tutte incentrate sul tema del ritratto.

Il Parco Sempione diventa anche il palcoscenico da cui Pawel Althamer lancia la sua sfida alla scultura classica: tutti i giorni per tutta l’intera durata della mostra un autoritratto ingigantito dell’artista – un pallone aerostatico lungo oltre venti metri – si innalza nel cielo come un insensato e temporaneo monumento pubblico, ipertrofico e carnevalesco. Offrendosi nudo al giudizio dei passanti, l’artista ci scruta dall’alto come una nuova divinità pagana e svela il sogno inconfessato di ogni essere umano di spiccare il volo. Immaginata da Pawel Althamer molti anni fa, la scultura Balloon (Pallone, 2007) trova finalmente la sua realizzazione grazie a un lavoro collettivo tra l’artista, la Fondazione Nicola Trussardi, ingegneri aeronautici e produttori di palloni a elio e da parata.

All'interno della Palazzina Appiani la mostra One of Many prosegue con una selezione di opere in cui Althamer, ritraendo i propri figli e i propri amori, si moltiplica in una schiera infinita di alter ego e piccoli idoli. Come uno sciamano, l’artista polacco ha compiuto un lungo percorso introspettivo sottoponendo il proprio corpo a condizioni estreme, come l’influenza di sostanze stupefacenti o l’ipnosi. Gli otto video della serie So gennante Wellen und andere Phänomene des Geistes (Cosiddette onde e altri fenomeni dello spirito, 2003-2004) sono autoritratti poetici e frammentari, film che documentano diversi stati di allucinazione e mettono alla prova il potere sconfinato dell’immaginazione.


Anche le sculture in mostra – spesso realizzate con materiali organici come erba, foglie, cera, intestini e pelli di animali – sembrano provenire da un mondo arcaico e primordiale: le figure ci osservano e ci interrogano sul significato profondo dell’identità dell’essere umano e delle sue relazioni personali. Nella Sala Appiani al primo piano della palazzina Althamer dissemina frammenti della sua biografia: si ritrae bambino con un giocattolo in mano; si trasforma in un personaggio da fiaba nel Self-portrait in a Suitcase (Autoritratto in valigia, 1996); si rappresenta come scultura classica in legno e ceramica o come una strana creatura iperrealista, in un ritratto di gruppo che coinvolge la figlia, la nuova compagna incinta e un misterioso embrione che è insieme un autoritratto e una rappresentazione del nascituro.

La mostra getta anche uno sguardo sul futuro dell’artista. One of Many, infatti, è abitata da una presenza spettrale e inaspettata: Althamer ha cercato un uomo che assomigliasse a sé stesso da anziano e lo ha lasciato libero di vagare per gli spazi della mostra. Self-portrait as an Old Man (Autoritratto come un uomo anziano, 2001) anticipa l’avvenire dell’artista e riscopre allo stesso tempo le sue radici più lontane. One of Many si conclude con le note di un musicista di strada che compongono una strana colonna sonora per un film in tempo reale. Le melodie sono eseguite da un musicista africano che, seduto su una panchina del Parco Sempione, allieta i passanti con canzoni tradizionali della sua terra: grazie a uno speciale microfono, la musica rimbalza fin dentro la Palazzina Appiani e si diffonde sulla spettacolare balconata aperta sull’Arena, trasportando la realtà nel cuore della mostra.

Con One of Many l’Arena Civica di Milano è per la prima volta palcoscenico di una mostra di arte contemporanea. Voluta da Napoleone e progettata in stile neoclassico come un anfiteatro romano dall’architetto Luigi Canonica nel 1805 e decorata da un ciclo di affreschi di Andrea Appiani, l'Arena è inaugurata il 17 dicembre 1807 con una grande naumachia alla presenza dell'Imperatore, seduto nel palco reale. Negli anni è teatro di spettacoli circensi e teatrali, corse di cavalli e di bighe, giochi pirotecnici, pattinaggio invernale e persino ascensioni di mongolfiere nell’Ottocento. L’Arena ospita anche eventi memorabili, tra cui nel 1894 e nel 1906 il The Wild West Show, circo western del leggendario Buffalo Bill o l’arrivo della prima edizione del Giro d’Italia (il 30 maggio del 1909), e perfino il primo derby calcistico tra le due squadre di Milano di allora (Mediolanum-Milan il 20 maggio del 1900). Acquistata dal Comune nel 1870, prende il nome di Arena Civica. I bombardamenti su Milano durante la Seconda guerra mondiale danneggiano gravemente la struttura che solo negli anni settanta torna a essere luogo di incontri sportivi e concerti internazionali.

Pawel Althamer è nato a Varsavia nel 1967, città dove vive e lavora. Dal 1988 al 1993 studia arte con Grzegorz Kowalski. Althamer espone con mostre personali al Centre Pompidou di Parigi (2006), alla Zacheta National Gallery of Art di Varsavia (2005), alla Kunstverein für die Rheinlande und Westfalen di Düsseldorf (2003), al Museum of Contemporary Art di Chicago (2001) e alla Kunsthalle Basel di Basilea (1997). L’artista polacco ha partecipato a numerose mostre collettive in istituzioni autorevoli come il New Museum di New York (2008), la Tate Modern di Londra (2007), Creative Time a New York (2006), la Haus der Kunst di Monaco (2004), l’Institute of Contemporary Art di Londra (2004), il Museum Ludwig di Colonia (2002 e 2001) e a rassegne internazionali tra cui Skulptur Projekte a Münster (2007), la 4. berlin biennale di Berlino (2006), la 9. International Istanbul Biennial a Istanbul (2005), la 1. Moscow Biennale of Contemporary Art di Mosca (2005), la 54. Carnegie International del Carnegie Museum of Art di Pittsburgh (2004), La Biennale di Venezia – 50. Esposizione Internazionale d’Arte (2003), Manifesta 3 a Ljubljana (2000) e Documenta 10 a Kassel (1997). Nel 2004 è vincitore del The Vincent Award organizzato dal 2002 al 2004 dal Bonnefantenmuseum di Maastricht, Paesi Bassi.