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Mostre / My Religion Is Kindness. Thank You, See You In The Future / Overview

PAOLA PIVI. MY RELIGION IS KINDNESS. THANK YOU, SEE YOU IN THE FUTURE
Vecchi Magazzini della Stazione di Porta Genova, Milano
14 novembre - 10 dicembre 2006

Con le sue sculture, performance e installazioni Paola Pivi costruisce un mondo contro natura, un universo personale governato dalle leggi dell’assurdo. Le opere dell’artista nascono da imprese ciclopiche ma sono pervase da ironia e leggerezza: con mutamenti di scenario, moltiplicazioni sterminate o stravolgimenti di collocazione, il realismo magico di Paola Pivi trasforma operazioni apparentemente impossibili in gesti di una semplicità spiazzante.

Per la mostra My Religion Is Kindness. Thank You, See You In The Future (La mia religione è la gentilezza. Arrivederci e grazie) Paola Pivi combina lavori storici e opere inedite immaginando un universo da fiaba in cui oggetti banali e situazioni apparentemente ordinarie si animano per trasformarsi in eventi straordinari.

Negli spazi maestosi e austeri dei Vecchi Magazzini della Stazione di Porta Genova compare così un collage festoso – e al contempo inaspettatamente sinistro – del mondo di oggi.

Presentato per l’unica volta alla Biennale di Venezia – 48. Esposizione Internazionale d’Arte del 1999, e mai più esposto al pubblico, Senza titolo (aereo) (1999), preannuncia un’apocalisse gioiosa in cui gli oggetti prendono vita e sconvolgono l’ordine delle cose: un minaccioso aereo da guerra Fiat G91 finisce a pancia in su e sfida i principi della fisica e dell’ingegneria, mettendo in scena un clamoroso capovolgimento di fronte.


Tutt’attorno la mostra brulica di vita: una moltitudine di animali domestici ed esotici, tutti rigorosamente bianchi, vivono negli spazi dell’esposizione che sembra trasformarsi così in un sogno allucinato o in una bizzarra festa campestre, in un’astratta e monocroma scultura in movimento. In Interesting (Interessante, 2006) cavalli, mucche, pecore, colombe, cani ma anche pappagalli, carpe giapponesi e perfino un lama trasformano i Vecchi Magazzini in una fiabesca e sconvolgente Arca di Noé.

Nell’ultima sala, Guitar Guitar (Chitarra chitarra, 2001-2006) è una raccolta incontrollata di migliaia di oggetti d’uso comune, da una minuscola biglia di vetro a un imponente trattore, da una tenda da campeggio a un palloncino volante a forma di Mikey Mouse, ciascuno presentato rigorosamente in due esemplari identici. Giocando con il doppio, l’artista italiana riflette sul sistema delle merci e distorce la seduzione del consumismo. Archivio impazzito di materiali, forme, luci e colori, e specchio della nostra società, l’opera Guitar Guitar e i suoi oggetti gemelli invitano il pubblico a scoprire somiglianze e differenze come in un gioco enigmistico a tre dimensioni, mentre costruiscono un labirinto in cui si perde ogni nostra certezza.

Per questa mostra con la Fondazione Nicola Trussardi – la prima personale di Paola Pivi in un’istituzione milanese – l’artista sceglie i Vecchi Magazzini della Stazione di Porta Genova, la più antica stazione ferroviaria di Milano ancora in uso. Aperta nel 1870 con il nome di Milano Porta Ticinese per la linea ferroviaria Milano-Vigevano, la stazione diventa subito il centro di un fervente quartiere industriale nella zona sud occidentale della città e le vie attorno alla stazione sono sede di numerosi laboratori e industrie, spesso direttamente collegati alla ferrovia. Con l’apertura della nuova Stazione Centrale, nel 1931 la linea ferroviaria milanese subisce un riassetto e la stazione di Porta Genova diventa una stazione terminale di testa e non più di transito. Ancora oggi i Vecchi Magazzini, uno spazio imponente e monumentale sospeso tra la sua natura industriale e il fascino rigoroso che ricorda una cattedrale abbandonata, sono testimoni di una Milano operosa e dinamica. Nello spazio antistante l’edificio ogni sabato si svolge la Fiera di Sinigaglia, il più vecchio mercato delle pulci della città.

Leone d’Oro alla Biennale di Venezia – 48. Esposizione Internazionale d’Arte del 1999, Paola Pivi è nata a Milano nel 1971. Vive e lavora a Anchorage in Alaska. L’artista ha esposto con mostre personali in diversi musei e spazi espositivi tra cui Le Grand Café centre d'art contemporain di Saint-Nazaire (2009), Portikus a Francoforte (2008), la Kunsthalle Basel di Basilea (2007), La Criée centre d'art contemporain di Rennes (2007), il MACRO Museo d'Arte Contemporanea di Roma (2003) e il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea di Torino (2000). Paola Pivi ha partecipato a numerose collettive ed esposizioni internazionali in spazi come Palazzo Grassi a Venezia (2008), la Malmö Konsthall a Malmö (2008), il Museum of Contemporary Art di Shanghai (2006), il Museum of Contemporary Art di Chicago (2005), il CCA Wattis Institute for Contemporary Arts di San Francisco (2005), la Künstlerhaus Bremen a Brema (2005), la Hayward Gallery di Londra (2005), il P.S.1 Contemporary Art Center di New York (2003), il Palais de Tokyo di Parigi (2002), il The Irish Museum of Modern Art di Dublino (2001), oltre ad aver preso parte alla 5. berlin biennale di Berlino (2008), a Manifesta 5 a Donostia-San Sebastían (2004), a due edizioni della Biennale di Venezia (2003 e 1999) e a Sonsbeek 9 ad Arnhem (2001). Nel marzo 2009 ha avuto luogo la performance I wish I am a Fish all’Auckland International Airport di Auckland per Auckland Festival 2009 e la performance 1000 alla Tate Modern di Londra.