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Mostre / I Like Things / Overview

MARTIN CREED. I LIKE THINGS
Palazzo dell'Arengario, Piazza del Duomo, Milano
16 maggio - 18 giugno 2006


Le sculture, le installazioni e i disegni di Martin Creed nascono dagli oggetti, dalle parole e dai suoni della vita. In costante tensione verso la scoperta dei meccanismi dell’esistenza quotidiana e della relazione tra arte e realtà, l’artista britannico utilizza i materiali più semplici e banali per costruire le sue opere, poi numerate progressivamente.

Per la mostra I Like Things (Mi piacciono le cose), Creed presenta al pubblico nuovi lavori specificatamente concepiti per gli spazi del Palazzo dell'Arengario, accanto a una vasta selezione delle sue opere più significative. All'esterno del palazzo, affacciata su piazza del Duomo, è installata una delle sue più celebri scritte al neon: Everything Is Going to Be Alright (Work # 560) (Andrà tutto bene – Lavoro # 560, 2006) è un’entusiasta affermazione di positività che però, proprio nel suo incitare a non preoccuparsi, diventa un ironico commento sul consumismo del mondo di oggi. Collocata sulla facciata del Palazzo dell’Arengario, l’opera sembra parodiare l’iconografia classica della Milano del miracolo economico, quando negli anni cinquanta piazza del Novecento piazza del Duomo era illuminata da decine e decine di insegne colorate delle aziende più importanti d’Italia.

Il minimalismo leggero di Martin Creed si esprime attraverso gesti semplici eppure radicali. In Work # 571 (Lavoro # 571, 2006) una serie di fogli di compensato del formato più comune disponibile sul mercato si accumulano sul pavimento fino a diventare una figura geometrica banale ma perfetta, apparentemente priva di alcun valore materiale. 

Nella prima sala del Palazzo dell’Arengario, trasformata in una sorta di night club decadente, l’artista britannico presenta anche un pianoforte che si apre e chiude a scatti, interpretando un inquietante balletto meccanico. Work # 569 (Lavoro # 569, 2006) sfugge al controllo sia dell’artista sia del pubblico e, abbandonata la sua funzione di strumento musicale, si trasforma in un dispositivo minaccioso, un carillon da incubo. Accanto al piano due macchine del vento ridisegnano lo spazio attraverso il solo movimento dell'aria (Work # 564, Lavoro # 564, 2006) mentre la scritta luminosa Small Things (Work # 567) (Piccole cose – Lavoro # 567, 2006) si ingigantisce fino a occupare due intere pareti della sala e funge da dichiarazione poetica.

Nell’austero corridoio di colonneCreed presenta un’altra celebre opera, con la quale nel 2001 ha conquistato il Turner Prize della Tate Britain di Londra. L’installazione The Lights Going On and Off (Work # 160) (Le luci che si accendono e si spengono – Lavoro # 160, 2006) consiste esclusivamente nell’accendersi e nello spegnersi con un ritmo maniacale di tutte le luci della stanza. L’opera è allo stesso tempo un gesto ascetico di disarmante semplicità – nulla infatti è stato aggiunto o sottratto allo spazio espositivo – e un invito ironico a immaginare un nuovo e inaspettato destino per le cose che ci circondano. 

 Anche il corpo umano fa parte della tavola degli elementi di Martin Creed, che presenta in occasione di questa mostra la sua prima performance, Work # 570 (Lavoro # 570, 2006), in cui uomini e donne si lanciano senza alcuna apparente ragione in una folle corsa senza sosta attraverso l’esposizione. Nel video Work # 503 (Lavoro # 503, 2006), che conclude la mostra, una ragazza vomita compulsivamente di fronte alla macchina da presa – nella logica di Martin Creed il modo più diretto per tirar fuori quello che prova o che pensa.

Con la mostra I Like Things di Martin Creed gli spazi del Palazzo dell'Arengario sono visibili al pubblico per l’ultima volta prima del loro rinnovamento architettonico che ne farà la sede delle Civiche Raccolte d'Arte del Museo del Novecento di Milano. Tra i monumenti più significativi della città, la costruzione dell'Arengario risale alla fine degli anni trenta su disegno di Enrico Agostino Griffini, Pier Luigi Magistretti, Giovanni Muzio e Piero Portaluppi e conclude il progetto di rinnovamento urbanistico del centro di Milano: il complesso si compone di due padiglioni simmetrici e speculari posti sul lato meridionale di piazza del Duomo, esattamente dall’altro lato della piazza rispetto alla Galleria Vittorio Emanuele. Rivestito in marmo rosa di Candoglia, lo stesso con cui è costruito il Duomo, i due edifici sono monumentali e di esplicita impronta fascista. Il Palazzo dell’Arengario vero e proprio è l’edificio di sinistra, costruito al posto della manica lunga di Palazzo Reale a cui è infatti collegato. Durante la Seconda guerra mondiale l'edificio, assieme all'adiacente Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, viene gravemente danneggiato dai bombardamenti aerei. 

Vincitore del prestigioso premio Turner Prize della Tate Britain di Londra nel 2001, Martin Creed è nato nel 1968 a Wakefield, nel Regno Unito. Vive e lavora a Londra. L’artista ha presentato il suo lavoro in musei e istituzioni internazionali con mostre personali al Centre Pompidou di Metz (2009), alla Ikon Gallery di Birmingham (2008), alla Tate Britain di Londra (2008 e 2000), alla Mills Gallery del Boston Center for the Arts di Boston (2007), alla Tate Modern di Londra (2006), al Van Abbemuseum di Eindhoven (2005), all’Australian Centre for Contemporary Art di Melbourne (2005), al Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle di Varsavia (2004), e alla Kunsthalle Bern di Berna (2003). Ha partecipato a importanti rassegne come la 4. berlin biennale di Berlino (2006), la 8. Biennale de Lyon a Lione (2005), la 11. Biennale of Sydney (1998) e a collettive presso il Museum of Modern Art di New York (2009), la Whitechapel Gallery di Londra (2009), il Mori Art Museum di Tokyo (2008), il P.S.1 Contemporary Art Center di New York (2006), la Wiener Secession di Vienna (2006), il Palais de Tokyo di Parigi (2004) e la Serpentine Gallery di Londra (2004).