Mostre / Altri fiori e altre domande / Citazioni

Nell’opera di Fischli & Weiss […] la curiosità più vivace, l’understatement più disarmante, improvvisazione più giocosa e l’uso di materiali modesti trasformano le grandi domande della vita in piccoli problemi. Un mondo in miniatura che si fa veicolo di una ricerca metafisica.
(Lynne Cooke)



Con un atteggiamento quasi infantile, Fischli & Weiss portano le loro marachelle a una grandezza tale da trasformarle in classici postmoderni con tanto di pedigree da perfetti storici dell’arte. Le opere di Fischli & Weiss ricordano le macchine auto-distruttive di Jean Tinguely e il lavoro di Joseph Beuys con le sue sculture fatte di sapone, giornali vecchi e tutto ciò che è, per citare Heidegger, ‘a disposizione’.
(Arthur C. Danto)



La qualità lillipuziana e minima delle opere di Fischli & Weiss restituisce uno sguardo che è divino e allo stesso tempo infantile e che ci costringe a non guardare altrove ma piuttosto a concentrarci sull’umile pezzo di terra che abbiamo sotto i piedi.
(Iwona Blazwick)



[Nell’opera di Fischli & Weiss] il confine tra arte e realtà diventa una questione puramente spirituale: un’interpretazione basata sulla decisione intima di ciascuno di noi di vedere ciò che ci circonda in maniera diversa. Questa scelta acquista perfino una dimensione mitica. Attraversare il confine tra arte e realtà diventa quasi una conversione religiosa, un’illuminazione che ci consente di percepire ciò che è familiare da un nuovo punto di vista e di contemplare ciò che è nascosto sotto la superficie delle cose.
(Boris Groys)



I film di Fischli & Weiss sono pervasi di quel senso di stupore che hanno i bambini quando iniziano a esplorare il mondo con la loro incontenibile ostinazione, quell’entusiasmo da cercatori d’oro. Noi grigi uomini comuni con le nostre conclusioni scontate, i nostri desideri e speranze senza pretese non abbiamo altra scelta: dobbiamo sorridere e sopportare l’insostenibile leggerezza della loro gioia solare.
(Bice Curiger)



Bouvard et Pécuchet è l’ultimo romanzo di Flaubert, rimasto non finito. Il libro racconta la storia di due impiegati parigini che si ritirano insieme in campagna quando uno di loro riceve un’eredità. […] I due cercano di mettere insieme un’enciclopedia della conoscenza del mondo il cui contenuto si rivela irraggiungibile. […] Flaubert progettava di scrivere un secondo volume di Bouvard et Pécuchet che avrebbe raccolto tutti i diagrammi che i due copiavano ossessivamente nel tentativo di realizzare una loro mappa personale del mondo. Con l’opera Suddenly This Overview, Fischli & Weiss hanno aiutato Flaubert a concludere il suo libro.
(Nancy Spector)